Sicurezza stradale in Europa

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Circa un mese fa, EU Observer, un “giornale online indipendente che valorizza il libero pensiero e la chiarezza d’informazione”, ha pubblicato un articolo dal provocatorio titolo “Perché la sicurezza stradale non è più fondamentale all’interno dell’agenda europea?” (“Why is road safety not higher on EU agenda?”).

Chart of fatalities on EU roads
Andamento annuale del tasso di mortalità nell’UE

Superando i toni sensazionalistici del titolo, l’articolo pone l’attenzione su un fatto importante: nonostante nel 2011 l’Unione Europea si sia impegnata di dimezzare le morti stradali entro il 2020, la riduzione, allo stato dei fatti, non ha esattamente l’andamento auspicato. Nel comunicato stampa “Sicurezza stradale: nuove statistiche richiedono nuovi sforzi per salvare vite umane sulle strade europee” (“Road Safety: new statistics call for fresh efforts to save lives on EU roads”) e “Statistiche della sicurezza stradale 2015: cosa si nasconde dietro i numeri?” (“2015 road safety statistics: What is behind the figures?”) la Commissione Europea ha evidenziato come le strade del proprio territorio non siano le più sicure al mondo, e anzi è emersa l’assenza di complessivi progressi riguardo a tale obiettivo dal 2014 in avanti – per due anni di fila. Il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti ha fatto seguire un comunicato stampa dal titolo “Interventi urgenti in materia di sicurezza stradale a fronte dei nuovi dati sull’incremento dei morti” (“Urgent action needed on road safety as new figures show increase in deaths”).

Details of road fatalities by country - chart
Incidenti mortali per milioni di abitanti per paese

Osserviamo i grafici che hanno accompagnato il comunicato stampa della Commissione. È evidente che l’UE sia anche da questo punto di vista divisa tra Est e Ovest. Se la parte orientale recuperasse in qualche modo il ritardo, gli obiettivi sarebbero senza dubbio più raggiungibili. Ma ancora più allarmante è quanto emerge dalle statistiche degli utenti deboli – pedoni e ciclisti – il cui miglioramento sembra sensibilmente più complicato rispetto a quello degli occupanti dei veicoli. Degno di nota è però il fatto che si è cominciato a riportare le statistiche relative agli infortuni in un formato comune, che potrà favorirne la tracciabilità.

Le varie fonti indicano diversi modi per il superamento delle problematiche, compreso l’aggiornamento della legislazione – che comprenda una crescente protezione degli utenti vulnerabili della strada e una rivisitazione della direttiva sulle infrastrutture 2008/96/EC. In particolare la ETSC associa le criticità proprio ai ritardi legati a tali cambiamenti. Inoltre, sono citati gli strumenti integrati ITS, e Violeta Bulc, commissario europeo per i Trasporti, promuove la diffusione di veicoli a pilotaggio automatico.

Noi di DataFromSky consideriamo la sicurezza stradale come tema fondamentale, specialmente per quanto riguarda gli utenti deboli. Stiamo intensamente lavorando per garantire servizi e prodotti che possano aiutare a capire le interazioni tra i diversi utenti stradali – non solo quelli dotati di veicolo motorizzato, ma anche tutti gli altri. Anche noi speriamo e crediamo che la tecnologia possa contribuire a questo scopo. Non vogliamo auto migliori, ma una migliore comprensione delle dinamiche che avvengono sulla strada, sfruttando la tecnologia IT: questo è quello che speriamo e su cui stiamo scommettendo.

Fonti: